Medici: In Italia mancano ma non si possono assumere a causa di una nuova legge

Medici: In Italia mancano ma non si possono assumere a causa di una nuova legge

Un recente decreto (DL 15 del 25 febbraio) a causa di un errore impedirebbe, a molte regioni italiane, l’assunzione di medici stranieri.

Sarebbe a causa di un errore nel recente DL 15 del 25 febbraio il motivo per cui si starebbe impedendo l’assunzione di medici generici nell‘Italia post-pandemia che soffre di una cronica mancanza di dottori e che adesso è ancor più in difficoltà a causa di questa legge che ne impedisce l’assunzione.

Gli ospedali del Molise, ad esempio, sono in emergenza dall’1 aprile scorso per la carenza di personale medico e stanno per perdere i preziosi medici venezuelani, assunti durante l’emergenza Covid. E situazioni simili risultano esserci in tutta Italia, con le regioni che non possono rinnovare i contratti agli stessi medici assunti in precedenza.

Questo l’appello dell’Associazione “Venezuela: La Piccola Venezia“, e del loro portavoce, Marinellys Tremamunno.

L’Italia senza medici è in una nuova emergenza, ma non riesce a rinnovare i contratti ai quelli stranieri

Il Decreto-legge n°15 del 25 febbraio 2022 non permette ad esempio il rinnovo del contratto a 9 medici venezuelani, senza specializzazioni, che da un anno sono in servizio a Campobasso, Termoli e Isernia.

Questo DL permette alle Regioni e Province autonome il reclutamento di dottori con titoli conseguiti all’estero fino al 31 dicembre 2022, “ai sensi dell’articolo 2-ter, c.1”, del decreto-legge del 17 marzo 2020, n. 18, il cosiddetto “Decreto Cura Italia”; quindi, solo attraverso “incarichi individuali a tempo determinato, previo avviso pubblico”.

Il nuovo DL non fa più riferimento all’art. 2 bis del decreto “Cura Italia”, ed esclude cosi la possibilità di reclutare personale sanitario con contratti di lavoro autonomo.

Una figura che aveva consentito l’inserimento di medici stranieri senza specializzazione, oggi molto necessari per il funzionamento delle strutture sanitarie regionali.

Il recepimento immediato dell’art 2 bis, nel Decreto-legge n°15 del 25 febbraio 2022, consentirebbe di poter rinnovare il contratto di questi medici già inseriti da un anno nei servizi essenziali ospedalieri del Molise.

Non farlo porterà alla perdita di una forza lavoro ben integrata per gli ospedali:

– l’ospedale Cardarelli di Campobasso perderà 6 medici (2 in Pronto soccorso, 2 in Medicina Interna e 2 in malattie infettive)

– l’ospedale di Termoli perderà 2 medici in Pronto Soccorso

– l’ospedale di Isernia perderà 1 medico di Medicina Interna, tutti reparti già con gravi carenze di organico.

Da evidenziare che in totale sono 23 i medici venezuelani in servizio negli ospedali molisani dal 22 marzo 2021, in base dell’articolo 13 del decreto “Cura Italia”, che ha consentito l’esercizio temporaneo di qualifiche professionali sanitarie ai professionisti con titoli di studio conseguiti all’estero.

Fino ad ora sono andati avanti con contratti di collaborazione coordinata e continuativa con proroghe fino al 31 marzo”.

Per il resto dei medici venezuelani, quelli con specializzazione, l’Azienda Sanitaria Regionale ha già indetto un Avviso pubblico per l’assunzione a tempo determinato di dirigenti medici riservato ai medici venezuelani dell’Associazione “Venezuela: La Piccola Venezia” per le seguenti discipline:

Medicina Interna;

Dermatologia;

Anestesia e Rianimazione;

Chirurgia Generale;

Pediatria;

Pneumologia;

Epidemiologia;

Gastroenterologia;

Otorinolaringoiatria.

Quella che doveva essere una soluzione tampone, vista l’emergenza Covid, sta diventando strutturale e di grande successo per sostenere gli ospedali molisani e non solo, in tutta Italia abbiamo inserito oltre 60 persone tra medici e infermieri con titoli di studio conseguito in Venezuela.

Infine, facciamo appello perché possano essere contrattualizzati anche quei medici senza specializzazione, per il bene della comunità“.

 

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